Luca Bonaffini

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Giovedì 19 maggio il Teatro Scientifico del Bibiena (Mantova) farà da scenografia all'evento che vedrà Renato Bottura e Luca Bonaffini insieme per presentare una nuova opera letteraria. Edita da Gilgamesh (già editrice di Bonaffini), l'avventura "scritta" a quattro mani dai due amici mantovani ha al suo interno un album cantato e composto dallo stesso Bottura. Un'operazione voluta dai due autori per sostenere Gighessa, la missione congolese che pochi mesi fa è andata distrutta.
Alla serata parteciperanno, oltre ai due scrittori-musicisti, numerosi ospiti di diverse religioni, etnie e culture.
Il progetto (libro-cd) s'intitola "Sognatori feriti" e celebra l’arte dell’incontro musicale, poetico, umano e spirituale. Due amici si ritrovano, dopo oltre trent’anni, e decidono di scrivere un libro a quattro mani. Uno dei due fa il medico, è religioso e ama la musica, soprattutto quella dei cantautori. Il secondo è un cantautore, che ha fatto l’educatore e si definisce agnostico. Eppure in comune hanno molte cose tra cui un viaggio parallelo, una strada invisibile segnata da binari che, tra stazioni di gioia e dolore, hanno portato alla stessa meta: la non resa del sogno.
Due romanzi, due differenti interpretazioni di un cd (allegato al libro) contenente dieci canzoni scritte da Renato Bottura, che i due autori regalano a tutti quei lettori che non vogliono smettere di sognare.
Anzi, ai lettori “feriti” nel sogno, che hanno trovato la giusta via della guarigione, grazie alla speranza e alla fiducia.
“Il contadino” di Bottura e “l’internauta” di Bonaffini, a colpi di sogni, incubi e visioni, incontrano e ci fanno incontrare volti conosciuti e vite sconosciute confinate a metà strada tra la memoria umana e la vita eterna, entrambe (per una volta) sullo stesso piano.
Appuntamento giovedì 19 maggio al Bibiena di Mantova alle 21. Ingresso gratuito.

Dario Gay, cantautore storico della musica leggera italiana, ritorna con un video inedito che, indirettamente, tratta il tema attualissimo delle unioni civili. Indirettamente ma anche volutamente perché il videoclip, prodotto da Luca Bonaffini nel 2012 e diretto dal giovane regista Stefano Caprioli, racconta dell'incontro sentimentale tra Marco (intepretato magnificamente dall'attore Jacopo Lepore) e Dario stesso che gli dichiara il suo amore e il suo profondo desiderio di sposarlo. Il video fu girato nel 2012, in occasione dello spettacolo teatral-musicale scritto da Luca Bonaffini e da Enrico Ruggeri (con la regia dello stesso Bonaffini) intitolato "D(i)ario Gay", ispirato all'album "Ognuno ha tanta storia" di Dario Gay.
Gay, allora debuttante in veste di canta-attore, progettò e realizzò questo videoclip (del quale ne fu realizzata anche una versione mob con l'inserimento di diversi selfie di fans) presso la Bicocca di Milano, con l'ausilio di pochi e semplici mezzi. La canzone, portante e importante nel repertorio di Dario (brano risalente al 2005 e ripubblicata nel 2011) oggi è anche videoclip.  
Attualissima e attualissimo. E chissà che, per il nostro Paese, possa essere di buon auspicio. Il video, pubblicato da Believe Digital e prodotto da C7 (ex Dolce Marylin), sarà visibile in tutto il mondo, dalla mezzanotte del 21 marzo.
Sperando che sia, almeno per una volta, davvero primavera.

In occasione della rassegna "Incontri con l'autore in biblioteca", il Comune di Goito dedicherà una serata al libro di Mario Bonanno "La protesta e l'amore. Conversazioni con Luca Bonaffini". La serata, dedicata alla storia del cantautorato dagli anni '80 ai giorni nostri, sarà nelle mani, nelle parole e nelle note di Luca Bonaffini e di Dario Bellini (editore di Gilgamesh).
Il libro, presentato in 3 dicembre 2015 in occasione dei trent'anni di attività del cantautore mantovano al teatro ariston di Mantova, è una lunga intervista che racconta il percorso lungo e travagliato di una generazione innamorata del cantautorato italiano che, però, ha trovato le insormontabili barriere del sistema discografico e di quello radio-televisivo di quegli anni.
Il libro ha una breve introduzione di Claudio Lolli e un cd "storico" di Bonaffini (il ponte dei maniscalchi, del 1999) in omaggio.
L'incontro si svolgerà giovedì 17 marzo, presso la Biblioteca di Goito (in provincia di Mantova), alle 21. L'ingresso è gratuito.

Dal 14 dicembre è finalmente scaricabile "La notte in cui spuntò la luna dal monte" in versione e-book.
Il romanzo autobiografico di Luca Bonaffini (uscito per PresentArtSì nel 2013 con copie cartacee) esce dunque nella sua seconda edizione in formato digitale, inaugurando così il nuovo contratto editoriale tra lui e Gilgamesh Edizioni (già editrice del libro "La protesta e l'amore. Conversazioni con Luca Bonaffini" scritto da Mario Bonanno, pubblicato poche settimane fa).
Il libro del cantautore, lo ricordiamo, evoca la genesi del brano "Spunta la luna dal monte" a cui lui partecipò, come egli stesso si definisce, come complice e spettatore.
La notte tra il 6 e il 7 gennaio 1991, il cantautore italiano Pierangelo Bertoli scrive la parte in lingua italiana di un brano dei Tazenda, intitolato originariamente Disamparados. Luca Bonaffini, suo collaboratore fisso dagli inizi degli anni ’90, racconta, in meno di cento pagine, del miracolo che può fare l’ispirazione quando un grande artista incontra e decide di portare a termine una grande canzone. Una notte infinitamente lunga, ma breve al tempo stesso, che farà sì che quella canzone (che si intitolerà Spunta la luna dal monte) diventi il singolo più popolare dell’artista emiliano e, al contempo, uno schiaffo per il Festival di Sanremo, costretto ad accettare il suo storico rientro sul palcoscenico, non previsto dalla “scaletta”, ma voluto dall’applauso interminabile del pubblico presente in sala.             

http://www.mondadoristore.it/notte-cui-spunto-luna-dal-Luca-Bonaffini/eai978886867130/

 

Un racconto durato trent'anni.

Ecco Luca Bonaffini, chitarra in mano e da solo sul palco come ai tempi della scuola, nella seconda metà degli anni '70.
Proiezioni di video "d'epoca", a sorpresa.
Quelli che lo ritraevano agli esordi, in veste di sognatore armato di canzoni.
Un cantautore in stile "vecchia maniera" che, pieno di speranze e timori, bussava alle case discografiche.
Poi, la tivù. E il successo, come autore, grazie all'incontro con Pierangelo Bertoli.
Giovedì 3 dicembre, alle 21, il TEATRO ARISTON di MANTOVA ospiterà l'artista mantovano, lo stesso teatro che, nel lontano 1991, lo vide protagonista insieme al "maestro" (Pierangelo).
Nel repertorio, lungo e intenso della sua carriera, figurano canzoni scritte e cantate con Claudio Lolli e con Flavio Oreglio e recenti collaborazioni importanti come quella con Enrico Ruggeri e Dario Gay, nel teatro civile. Infine, una seconda vita: quella di scrittore di romanzi.
La serata, ad ingresso gratuito, sarà "guidata" da Dario Bellini (della casa editrice Gilgamesh) che presenterà il libro di Mario Bonanno "La protesta e l'amore. Conversazioni con Luca Bonaffini".
La pubblicazione, un libro intervista di 200 pagine, contiene anche la ristampa del cd "Il Ponte dei Maniscalchi", master originale e la prefazione di Claudio Lolli.
Musica, parole, qualche ricordo ma niente autocelebrazioni, giura il cantautore mantovano.
Solo un modo per salutare il suo trentennio a venire, già in trincea con nuovi progetti.
Vi aspettiamo numerosi.