Luca Bonaffini

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Una tre giorni significativa e importante quella che il 20, 21, 22 luglio vedrà il cantautore mantovano impegnato in un workshop finalizzato a
formare “nuovi scrittori di canzoni”. La sede dell’intervento sarà quella della Hope Music School di Oradea in Romania e vedrà presenti alcune decine digiovani provenienti non solo dalla Romania ma anche dall'Ungheria e Moldavia.
L’esperienza nasce grazie ad una joint-venture tra la diocesi della città rumena e l’associazione Hope, fondata nel 1998 dal dottor Brusati, uno dei massimi esperti di comunicazione giovanile applicata al mondo cattolico.

All'interno della Hope Music School hanno insegnato (o attualmente insegnano) artisti del calibro di Gatto Panceri, Mariella Nava, Robi Facchinetti e Stefano d'Orazio dei Pooh, Antonella Ruggiero, Luca Barbarossa e tanti altri professionisti del settore.
Ad oggi Sono stati già fatti diversi workshop in alcune cittadine
della Romania, dove alcuni formatori Hope hanno ascoltato i giovani e condiviso con loro la propria esperienza di lavoro, per ottimizzare - e dove è possibile migliorare - la comunicazione in musica. Dopo un ulteriore incontro a settembre, tutti coloro che sono stati coinvolti in questi mesi si incontreranno ad ottobre per un grande evento nella piazza principale di Oradea, seguiti da alcuni formatori Hope, per un grande concerto tutti insieme.

Bonaffini, reduce dal tour “La protesta e l’amore”, si apre a questo percorso di formatore, come lui stesso scrive, “Perché oggi, a differenza del secondo dopoguerra, ci sono tantissimi autori di canzoni hanno delle bellissime idee, ma non sanno come scriverle o come portarle a termine. Il mio obbiettivo è trasmettere loro prima di tutto la necessità di comprendere la differenza sostanziale tra aspetto emozionale e motivazionale. Quindi, dopo un breve viaggio nella storia della “popular music” e del ruolo che ha svolto nellaseconda parte del novecento, cercare di guidare gli autori attraverso strumenti tecnici e di linguaggio verso la stesura definitiva e soddisfacente di una canzone"

Il cantautore annuncia che a settembre 2017 inizierà anche a Mantova presso la scuola dell’Arci Musica Insieme, in collaborazione col docente e polistrumentista Marco Moioli, un Nuovo Corso di Scrittura e Composizione di  Canzoni. “Le lezioni dureranno fino a giugno e il programma comprende punti che vanno dalla nascita di una canzone, quindi l’importanza del fattore identitario ma anche della definizione degli elementi costitutivi di un brano come la melodia, l’armonia e il testo, fino alle prove di scrittura e alla possibilità da parte degli allievi di realizzare brani inediti in studio di registrazione”.
Ogni classe avrà un numero massimo di quattro allievi e minimo di due, ma sarà possibile realizzare programmi personalizzati per singoli e band che vogliono dedicarsi alla creazione di inediti. Durante il corso dell’anno verranno organizzati seminari con cantautori e produttori riconosciuti a livello nazionale. Sul sito http://www.musicainsiememantova.it/scrittura-composizione-canzoni/ è possibile scaricare il curriculum degli insegnanti. Per info e iscrizioni: 348/4797358 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Questa breve riflessione è rivolta a chi conosce e ama Claudio Lolli ma anche a chi non sa nemmeno chi è oppure non lo apprezza. Ho appreso da pochi giorni la notizia della assegnazione (da parte dei giornalisti o lì intorno...) della Targa Tenco 2017 al suo nuovo concept album. Leggo critiche, elogi e commenti di ogni genere, sparsi qua e là. Un saluto anche ad Annino La Posta, a quanto leggo curatore dimissionario del settore targhe,  che ho conosciuto tantissimi anni fa, quando - prima di collaborare attivamente con il Premio e il suo concittadino De Angelis, responsabile artistico della manifestazione - cercava una collocazione tra i critici della musica d'autore italiana, spesso offrendomi anche spazi e recensioni.
Tornando a Lolli, personalmente, credo che quella del Tenco sia stata un'ottima scelta, poiché "IL GRANDE FREDDO" (pubblicato pochi mesi fa) è un album anti-nostalgico e fortemente motivato dalla necessità sociale di reagire alla catena di smontaggio dei valori e al ghiaccio delle ideologie congelate. Non trovo, da parte del Premio, presunti errori di valutazione o di autoconservatorismo di un genere affatto scomparso ma semplicemente storicizzato. Lolli (che ho raccontato anche nel mio ultimo show concept "La protesta e l'amore" e cantando "Borghesia") ha saputo interpretare prima gli anni 70 e oggi il terzo millennio. Ho avuto l'onore per ben tre volte (nel 1998, nel 1999 e nel 2015) di averlo accanto e, grazie a Mario Bonanno (che nel libro omonino "La protesta e l'amore" uscito in occasione dei miei trent'anni di attività ha raccontato la mia storia di cantautore), di poter godere di una sua nota introduttiva come prefazione dello stesso. Non considero e non credo debba essere erroneamente "un oscar alla carriera" o una targa dovuta pre-postuma.
Credo sia il segnale, soprattutto da parte di  quelli (come li definirebbe il nostro Lolli) che si sentono "dalla parte del torto" che, indipendentemente da nostalgismi e rimanenze ideologiche, sanno ancora offrire alla poesia spazi tra il due punto zero e l'iperattività mediatica dei Soli e possono a loro volta soffiare spunti di dolce e nobile riflessione. Grazie amici del Tenco, della Popular Music d'Autore e soprattutto grazie a te Claudio, piccolo artigiano (come tu hai definito affettuosamente il sottoscritto) della canzone non qualunque.
Al 19 ottobre, dunque. Con la Direzione Artistica di Sergio Secondiano Sacchi.

Un'estate di riposo e di meditazione per Luca Bonaffini che, dopo sette anni di progetti letterari, discografici, teatrali e impenditoriali, decide di fermarsi un pò. Persino l'appuntamento annuale col teatro mantovano all'aperto del cortile di Palazzo San Sebastiano - che dal 2011 ha visto spettacoli musicali diretti prodotti e condotti dall'artista - quest'anno non ci sarà. "La scelta - scrive in una nota stampa - è solo mia. Il Comune e gli addetti ai lavori mi hanno anzi offerto un'opportunità estiva importante, nonostante il calendario virgiliano sia già straordinariamente ricco. Un anno di pausa, qualche stagione sabbatica, non possono che giovare alla mia creatività e soprattutto al ricambio necessario di gran parte dello staff e degli artisti che negli ultimi anni hanno calcato i palcoscenici insieme a me. Soltanto Lucilla Corioni di LC COMUNICAZIONE resta al suo posto, come ufficio stampa e relations manager, che ha curato - dal 2014 - la promozione dei miei tour e cd".
Bonaffini parla di ottobre come mese di "ritorno alla bellezza"e anche di piccola rivoluzione artistica e interiore. Libro, cd, spettacolo? Non si sa ancora, ma una cosa è certa. Sarà una cosa molto innovativa sia nell'idea di fondo che nella modalità di realizzazione.
" Basta con quel passato statico, la memoria banalizzata e strumentale che non serve e fa anche guai, a volte- conclude l'autore - il mercato è quello che è, quello che è sotto gli occhi di tutti dove la qualità è un drammatico acritico punto di vista, in balia di scimmie nude e di squali mediatici. Il 2016 e il 2017 per me sono due stati anni  catastrofici dove ho vissuto alcune esperienze  imprenditoriali e artistiche che sono state lo specchio offuscato del nulla imperante. Fate morgane, miraggi e cazzate nelle mani di morti viventi che si ostinano a vivere. E' la riconquista dell'arte, del non esserci a tutti i costi. Basta gente autoseppellita dentro egoistici carpe diem, basta kermesse di rassegnati all'inattività, al parassitismo e alla non passione. Ok attimi fuggenti ma non bastano se si trasformano in progetti e intenti sfuggenti. Sarà un autunno stupendo, lo sento. E spero lo sia per tanti. In attesa del 2018 che sarà migliore.

Martedì 21 marzo Paolo Baldoni esce con il triplo "Il sabato del coraggio", raccolta dei 20 singoli pubblicati nell'LDP (Long Digital Playng) sperimentato da C7 produzioni discografiche, l'etichetta fondata da Bonaffini nel 2013. In verità le canzoni sono 21 (3x7, seguendo la filosofia dei produttori...) perché vi è anche un'inedito molto bello che doveva chiudere il cerchio. Iniziata a ottobre, l'operazione prevedeva una pubbicazione alla settimana, una per ogni sabato. 21 illustrazioni, quadri veri e propri di Paolina Maci - artista mantovana - hanno fatto da colonna visuale al percorso musicale libero di Baldoni che, con questa raccolta, firma il suo terzo album. Dopo "Vivere e partecipare" (2013) e "Dimenticanze" (2015) ecco "Il sabato del coraggio: faccio ciò che voglio", con il quale il cantautore riscopre brani di antica scrittura alternati a capolavori del genere. Molto consigliato, da non perdere, indossare e non dismettere.

Accadrà il 18 marzo, a Sarmede in provincia di Treviso, presso l'auditorium della Proloco. Un sabato italiano, con un grande ritorno sul palco: quello di Dario Baldan Bembo, eccellenza della musica leggera che ha fatto storia, che - in occasione del secondo appuntamento de "la protesta e l'amore. Perché ascoltavamo e facevamo i cantautori..." di Luca Bonaffini - presenterà il suo omaggio a Mia Martini, in uscita proprio in questi giorni. Dopo Guglielminetti (autore tra le altre delle indimenticabile "Un'emozione da poco" che conquistò il secondo posto nel 78 al Festival) che ha raccontato la genesi di una canzone a fianco di Luca, ecco l'autore di brani come "Minuetto", "Inno", "Piccolo uomo" (cantate da Mia Martini) e "Amico" e "Più su" (Renato Zero), ma anche di "Soleado" e "L'amico è".
L'artista milanese, che tra le altre cose si piazzò terzo al Festival di Sanremo del 1981, riceverà la Targa alla Carriera e al Percorso Artistico assegnata da Nuovo Ciao Amici.

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